Le Gerarchie (Perú)

ARCANGELO SAN MICHELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 1).
Nel dipinto, san Michele indossa gli abiti da generale romano, con corazza ed elmo, ma al posto della spada, come nella maggioranza dei casi, qui sostiene una lancia rivolta verso il basso, nel gesto di sprofondare il demonio negli inferi. L'arcangelo, con la sinistra sostiene una bilancia a due piattini, con la quale pesa il bene e il male delle anime dei defunti, rappresentati rispettivamente da una fiammella bianca ed una nera. Va evidenziato, in questo dipinto, la gamma cromatica quasi monocroma, con una prevalenza di toni scuri e colore nero. I delicati incarnati, assieme agli elaborati pizzi bianchi e alle raffinate decorazioni dorate, fanno emergere la figura dal fumoso scorcio vulcanico dello sfondo.
ARCANGELO SAN MICHELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 43,5. Collezione privata S. M. L.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 3).
Il dipinto è una libera riproduzione dell'opera intitolata San Miguel, attribuita a Zurbarán o, più probabilmente, a Bernabé de Alaya, il più illustre dei suoi discepoli. L'opera originale fa parte dei sette arcangeli conservati presso il “Monasterio de la Concepción” di Lima, che sono considerati una delle più belle serie del Perú. Nel dipinto, san Michele è rappresentato nelle vesti di un generale romano, ma dettagli come l'elmo, la corazza e i gambali metallici con le frange, mostrano chiaramente l'influenza spagnola. In questa versione, meno diffusa della precedente, san Michele s'appoggia ad un bastone, che sostituisce la spada e che, evidentemente, utilizza come arma per scacciare il demonio.
SAN MICHELE ARCANGELO
Dipinto ad olio su tela del XXI secolo. Scuola di Cuzco. Collezione Privata.
Il più importante tra gli Arcangeli, sicuramente è San Michele (Miguel), il capo delle Milizie Celestiali, che dopo la ribellione degli Angeli cattivi scacciò Satana dal Cielo e lo sprofondò nell’Inferno. Frequentemente, è rappresentato vestito da generale romano, con corazza, elmo, scudo rotondo e spada, a volte fiammeggiante, mentre schiaccia il petto di Satana con tutto il corpo. Spesso impugna una bilancia a due piattini, con la quale pesa il bene e il male delle anime dei defunti. A volte su uno dei piattini della bilancia è rappresentata una piccola figura umana, a raffigurare l’anima che l’Arcangelo vuole riscattare per la sua salvezza, e sull’altro le fiamme dell’Inferno. In alcuni casi, nelle immagini che si riferiscono ad un’iconografia antica, San Michele è rappresentato mentre porta nella mano sinistra un ramo di Palma e attorno alla mano destra sollevata verso l’alto vi è un alone circolare con la scritta in latino che corrisponde al significato del suo nome: “Chi è come Dio?”. È considerato un Arcangelo Protettore e Giustiziere, che tiene lontano il Male ed è invocato anche per guarire dalle malattie. Nel dipinto, il gesto ieratico della spada fiammeggiante, che sta per essere abbattuta, è accentuato dalle ali distese e dal vaporoso mantello svolazzante.
ARCANGELO CUSTODE SAN GABRIELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 20 x 30. Collezione privata N. R., Reggio Calabria. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 6).
L'inusuale iconografia di questa immagine prevede un angelo con un bambino in braccio, mentre sembra accingersi a metterlo nel lettino. L'aureola dorata dietro la testa del bimbo e il rosario con la croce che impugna, lo identificano inequivocabilmente come Gesù. Lo Spirito Santo, sotto l'aspetto di una colomba bianca, diffonde raggi di luce sulla scena. L'angelo del dipinto, sebbene rappresentato in una situazione particolare, è san Gabriele, che qui è visto come l'angelo custode di Gesù Bambino. La mancanza di prospettiva del lettino, che disorienta l'osservatore, è uno degli elementi caratterizzanti la maniera di dipingere della Scuola di Cuzco, che prende le distanze dai modelli europei e ci restituisce quelli incaici.
ARCANGELO SAN GABRIELE DELL'ABBONDANZA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 64 x 90. Collezione privata B., Milano. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 9).
Il dipinto s’ispira liberamente all’opera intitolata Arcángel San Gabriel, conservato nel “Monasterio de la Concepción” di Lima, in Perú, il quale mostra palesemente la forte influenza di Zurbarán. L'arcangelo è vestito secondo la moda sontuosa dell'antica Roma, con abiti riccamente decorati e, secondo i canoni della primitiva Scuola di Cuzco, privi di decorazioni dorate. Gabriele, con la mano sinistra indica Colui che lo ha inviato, mentre con la destra sostiene una grande cornucopia, da dove, anziché fiori come nell'originale e nella maggioranza delle riproduzioni, escono abbondanti frutti e verdure, lasciando intendere una precisa conoscenza del mito antico. L'impianto del disegno e le forme quasi scultoree degli abiti sono simili a quelli dell'originale, mentre sono stati aggiunti gli svolazzi della cintura rossa e i coloratissimi piumaggi delle ali, che evocano gli uccelli tropicali della selva peruviana. Una delle principali caratteristiche del del dipinto sta nella sapiente tecnica pittorica con cui è eseguita l'opera, si colgono i raffinati canoni manieristi. La cornucopia, attributo iconografico che contraddistingue questa immagine di san Gabriele, è un importante elemento simbolico, che mostra il profondo sincretismo tra la religione greco-romana e il Cristianesimo. Allo stesso tempo, però, essendo un'iconografia molto diffusa ed apprezzata nel Vicereame, san Gabriele è stato assimilato dalle popolazioni andine, come un arcangelo portatore d’abbondanza e fecondità.
ARCANGELO SAN RAFFAELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 8).
In questo esempio, l'arcangelo san Raffaele indossa una tunica aperta che lascia intravedere la sottoveste di pizzo, e allo stesso tempo sul capo porta un cappello tesa ampia, adornato da grandi pennacchi. L'arcangelo è rappresentato mentre con entrambe le mani sostiene una lenza dove è appeso il pesce appena catturato. Le gambe divaricate, la curvatura del corpo e il mantello svolazzante, accentuano il movimento della figura dando maggiore dinamicità alla scena. Il paesaggio, eseguito alla maniera dei fiamminghi barocchi, è descritto con dovizia di dettagli e comprende l'immancabile fiume.
ARCANGELO CUSTODE SAN RAFFAELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata I. F., Firenze. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 9).
L'immagine rappresenta san Raffaele nelle vesti di un pellegrino, mentre osserva amorevolmente Tobia, che sta accompagnando con un gesto di protezione. Questa iconografia corrisponde all'immagine più diffusa dell'angelo custode, che guida i passi del bimbo affidatogli. La scena prende spunto dal racconto biblico che descrive come l'arcangelo Raffaele accompagnò Tobia, dapprima a pesca, e poi alla casa per guarire il suo vecchio padre cieco. In questo dipinto, a differenza delle usuali rappresentazioni, vi è un'abbondanza di pesci, distribuiti tra il bastone dell'arcangelo, il cesto portato dal bambino e la lenza da lui sostenuta in mano. Raffaele indossa degli abiti secondo la moda degli antichi romani, che però, per la presenza di abbondanti pizzi e soprattutto dello stretto bustino che gli modella i fianchi, sembrerebbero di tipo femminile. Un dettaglio assai piacevole è dato dal fantasioso castello che si erge sulle rive del fiume, eseguito nel modo semplice ed essenziale, caratteristico della Scuola di Cuzco.
SAN URIELE ARCANGELO
Dipinto ad olio su tela del XXI secolo. Scuola di Cuzco. Collezione Privata
L’Arcangelo Uriele (Uriel) rappresenta la Luce e il Timore di Dio. La sua spada di fuoco simboleggia l’espulsione di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. È considerato un Protettore e Guardiano contro ogni forma di male. Nel dipinto, Uriele ha un’espressione tranquilla e gentile, ma il suo gesto deciso non lascia dubbi sul compito che sta svolgendo. Gli abiti suntuosi, sono riccamente decorati con motivi ornamentali dorati, eseguiti con un rilievo particolarmente accentuato, che assume spessore.
ARCANGELO URIELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 29,5 x 39,5. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 7).
Questo dipinto è liberamente ispirato all’opera intitolata Arcángel Uriel, eseguito verso il 1650 nella bottega di Zurbarán e conservato nel “Monasterio de la Concepción” di Lima, in Perú. Per le caratteristiche formali, la posizione in cui è rappresentato l'arcangelo, e la ricchezza delle decorazioni in broccato dorato, l'originale sembrerebbe appartenere all'ambito dell'importante Scuola sivigliana che nel XVII secolo esisteva a Lima. In questa riproduzione, che fa riferimento all'originale, è mantenuta la struttura complessiva dell'opera, con la postura dell'arcangelo, la volumetria scultorea degli abiti, e l'orizzonte abbassato del paesaggio. Così come i precedenti tre arcangeli principali, anche questo, prodotto dal medesimo laboratorio, è stato rappresentato biondo e con i lineamenti armoniosi. Una caratteristica significativa della produzione di questo laboratorio, consiste nella luce ambrata che pervade i dipinti, che è da attribuirsi al cromatismo complessivo, carico di colori caldi, oltre che al leggero strato di patina finale, frequentemente usato per “invecchiarli”. Uriele, venerato dalla Chiesa Copta, è il quarto arcangelo più rappresentato nelle serie andine, ed è colui che per ordine del Padre Eterno scacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre.
ARCANGELO BARACHIELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 13).
L’arcangelo Barachiele è rappresentato vestendo abiti sontuosi riccamente decorati con ornamenti dorati in rilievo e pizzi raffinati, alla maniera pittorica caratteristica della Scuola di Cuzco. Barachiele porta in capo un elmo militare adornato da una vistosa piuma bianca, che proviene da un tipo di struzzo chiamato suri, ed è dello stesso tipo di quelle che adornano la Madonna di Pomata. L’arcangelo sta camminando verso la sinistra dell'osservatore, mentre sorregge un cesto con la mano destra e con la sinistra sta prendendo alcuni semi da spargere al suolo. Barachiele è uno dei sette arcangeli rappresentati nell'affresco rinvenuto accidentalmente nel 1516, sotto l'intonaco della chiesa di Sant'Angelo in Palermo, che diedero origine ad un diffuso culto in Italia ed in Europa, e poi nelle colonie americane. Egli fu colui che guidò Mosè nell'Esodo, e il suo nome significa “Benedizione di Dio”, che associato al gesto della semina rimanda alla speranza di buoni raccolti e lo identifica come il patrono di tutte le attività agricole e di giardinaggio.
ARCANGELO GERUDIELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata S. M. L.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 14).
L'opera s'ispira al dipinto conosciuto come Ángel Dominio (Angelo Dominazione), realizzato dall'anonimo Maestro di Calamarca nel secolo XVII, ed è conservato nella chiesa di Calamarca, nel dipartimento di La Paz , in Bolivia. Il dipinto ritrae una Dominazione, fedele all'iconografia indicata da Lomazzo (1584), dai lineamenti proporzionati ed idealizzati, e sostenendo una corona e uno scettro, simboli di potere e dominio. L'angelo fa parte del primo Coro della seconda Gerarchia, che governa gli astri celesti e gli elementi terrestri. La posa un po' forzata, che sembra accennare ad un balletto, e gli abiti vaporosi, nell'originale nascondono qualche difetto anatomico, mentre nell'esempio riprodotto appaiono più verosimili. A differenza dell'opera del Maestro di Calamarca, in questa riproduzione è stato aggiunto anche il paesaggio di gusto fiammingo, che contribuisce ad armonizzare il dipinto.
IL DOMINIO GERUDIELE
Dipinto ad olio su tela del XXI secolo. Scuola di Cuzco. Collezione Antonio Trovesi, Stezzano.
Gerudiele (Gerudiel) è un Dominio, che fa parte del primo Coro della seconda Gerarchia. Egli normalmente è rappresentato con la corona reale e lo scettro, simboli del suo livello gerarchico, ed è considerato un Protettore particolarmente potente. Nel dipinto, Gerudiele veste gli abiti di stile romano, con una sottoveste di pizzo, una corta veste, una sopraveste ancor più corta e decorata con gemme, una corazza, e un mantello rosso, vaporoso e svolazzante. Egli calza degli stivaletti blu, foderati di stoffa rossa e decorati con gemme, e sorregge con la mano destra uno scettro, mentre con la sinistra mostra una corona reale d’oro bianco, sormontata da una croce. Tutti i tessuti sono riccamente decorati con motivi floreali ed ornamenti dorati e in rilievo, nello stile caratteristico della Scuola di Cuzco. Gerudiele, con le ali aperte, volge lo sguardo fermo nella direzione dell’osservatore, quasi a voler comunicare la propria padronanza sui poteri terreni. Il paesaggio è costituito de alcuni monti in lontananza e dalle rive di un fiume, con della vegetazione fitta e bassa.
SAN ADRIELE ARCANGELO
Dipinto ad olio su tela del XXI secolo. Scuola di Cuzco. Collezione C. L. G. B, Spino d’Adda. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 12).
L’Arcangelo Adriele (Adriel) o Zadchiele (Zadquiel) è rappresentato come uno spadaccino, mentre ripone la spada nel fodero o, secondo altri, mentre la sguaina. Egli è considerato un Arcangelo Protettore, ma è anche l’Angelo della Morte, poiché fu colui che s’incaricò di sterminare i primogeniti degli Egiziani, prima dell’Esodo Ebraico. Secondo degli autori, però, si tratta dell’Arcangelo Spadaccino Adriele (Hadriel), conosciuto anche come Giofiele (Jofiel), il quale simboleggia la Bellezza Divina. Adriele fu colui che, secondo alcuni studiosi della Bibbia, cacciò Adamo ed Eva, invece di Uriele. Il suo ruolo di Giustiziere Divino, eleva questo Arcangelo alla posizione di Memento Mori.