Gli Arcangeli Archibugieri (Perù)


Gli Arcangeli Archibugieri rappresentano i falconi, che nella cultura incaica sono la personificazione dei defunti che dopo la morte assumono quelle sembianze e proteggono i propri familiari e, per questa ragione, sono considerati i protettori della casa che li ospita. In alcune serie dell’Esercito Celestiale, i pittori s’ispirarono ad un trattato flamenco di archibugieria, nel quale si descrivono i 15 movimenti necessari per la carica degli archibugi. In conformità a quel testo, quindi, la varietà delle pose si prestò alla rappresentazione di altrettanti arcangeli guerrieri. Asiele (Asiel Timor Dei), punta l’archibugio verso l’alto, è considerato il “Messaggero Celeste”; Aspiele (Aspiel Apetus Dei), con l’archibugio rivolto verso il basso; Gabriele (Gabriel Dei, Gabriel Forti Dei), con bandiera in spalla, giglio ai suoi piedi; Adriele (Hadriel Dei, Hadriella Lasio Dei, Adriel), con un archibugio in spalla; Leiele (Laeiel Dei, Laeiel Timor Dei, Eliel, Esriel), pulendo l’archibugio, o caricandolo con l’asta; Letiele (Letiel Dei), mostra l’archibugio con la miccia; Liele (Liel Dei), presentando l’archibugio; Michele (Miguel), con il bastone del comando, o con la lancia; Osiele (Osiel Dei), con elmo e scudo, anche con una spada; Raffaele (Rafael Dei), con alabarda, un pesce ai suoi piedi; Uriele (Uriel Dei) (Esriel Ausilium Dei), premendo il grilletto, o mettendo la polvere da sparo nell’archibugio; Zabriele (Zabriel Dei, Gabriel, secondo altri), sbandieratore; Zadchiele (Zadquiel, Zadkiel, Adriel), riponendo o sguainando la spada, considerato l’Angelo della Morte.