Le Madonne (Perú)
MADONNA GRAVIDA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata R. A., Alzano Lombardo (BG). Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 39).
L'immagine propone un'iconografia piuttosto rara, che vede la Vergine Maria visibilmente gravida. Il cappello a tesa ampia e le decorazioni dorate identificano chiaramente la sua provenienza cuschegna, ma nella dolcezza dell'espressione e nella delicatezza dei gesti evoca lontane influenze dell'arte italiana. L'immagine più nota della Madonna Gravida è certamente quella di Piero della Francesca, conosciuta come “Madonna del Parto” e dipinta nei primi anni della seconda metà del XV secolo. Ovviamente la distanza tra queste due Madonne è grande, ma è significativo evidenziare come il gesto della mano sinistra posata sul cuore evoca quello più esplicito della Madonna di Piero della Francesca, che ha la destra messa sul ventre. La mano sinistra della Madonna del Parto, inoltre, è poggiata sul fianco e piegata all'esterno, in una posizione molto simile a quella della mano destra in questa Madonna Gravida.
MADONNA CHE ALLATTA GESÙ BAMBINO
(VIRGEN DE LA LECHE)Dipinto ad olio su tela del XXI secolo. Scuola di Cuzco. Collezione S.M.L, Verdello
La Madonna, offre il latte che fuoriesce dalla sua mammella al piccolo Gesù, che tiene seduto in grembo. Maria è ornata da vistosi orecchini dorati ed indossa degli abiti suntuosi, mentre il Bambino è nudo e parzialmente drappeggiato con un panno. Tutti in tessuti sono riccamente decorati con ornamenti dorati, secondo la tradizione pittorica della Scuola di Cuzco. Dietro le teste della Madonna e del Bambino sono dipinte due aureole di raggi dorati in forma di stelle. Lo sfondo è costituito da un paesaggio in cui s’inseriscono delle casette e una chiesa con due torri campanarie, dipinte in modo assai semplice ed ingenuo. Quattro uccelli poggiati su delle fronde, tutti con il piumaggio colorato e vistoso, sono elementi iconografici caratteristici e distintivi della maniera di dipingere della Scuola di Cuzco. La figura della Madonna, identificata con la Madre Terra (Pacha Mama), nel tenero gesto d’allattare Gesù Bambino, si associa all’idea del nutrimento e della protezione che l’uomo andino riceve dalla Madre Terra, che gli offre i suoi prodotti per alimentarsi e la propria ospitalità per proteggersi.
MADONNA DEL LATTE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 41).
Il dipinto è una libera interpretazione della nota Virgen de la Leche, realizzata da Melchor Pérez de Holguin nel XVIII secolo, ed ora esposta nel “Museo Nacional de Arte” di La Paz, in Bolivia. Nell’opera originale, una delle ultime dipinte da Peréz de Holguin, sono evidenti gli influssi della Scuola di Siviglia, fortemente influenzata dalle tenere Madonne di Murillo, oltre a quelli della Scuola di Cuzco, che propendeva per le elaborate decorazioni dorate. Nella versione qui presentata è stata mantenuta la struttura del disegno originale, con il gesto materno di Maria che dal suo seno offre il latte a Gesù. Il Bimbo, che s’appoggia teneramente alla mano della Madre, volge lo sguardo sereno allo spettatore. Lo sfondo scuro di questa riproduzione, che si differenzia dall’originale dove sono presenti due putti e una ghirlanda di fiori ed uccelli, mette un risalto il copricapo della Madonna, dalla caratteristica forma cuschegna, ed ornato con dei vivaci pennacchi.
MADONNA CON GESÙ BAMBINO ADDORMENTATO
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 42).
Questo dipinto, preziosa rappresentazione della Madonna con in braccio Gesù Bambino addormentato, è un esempio emblematico della pittura meticcia della Escuela Cuzqueña contemporanea. La collaborazione del gruppo di artisti, ciascuno impegnato nel dare il meglio di sé dentro la propria specializzazione, ha prodotto un tipo di pittura che mette in risalto le possibilità espressive di certi laboratori contemporanei. Così, chi si occupa di dipingere i volti, non tralascia di proporre i dettagli della vita quotidiana, e quando rappresenta il bimbo dormiente non fa altro che ritrarre il più piccolo della sua famiglia, che tradizionalmente è acconciato con treccine e quando le scioglie gli rimangono i capelli ondulati. L'artista incaricato del brocateado, a sua volta pone nei motivi ornamentali una gamma di elementi simbolici che fanno riferimento alla cultura incaica, e che nel caso della Madonna si riferiscono alla Pachamama, pur mantenendo una certa riservatezza sul loro significato più profondo.
MADONNA CON GESÙ BAMBINO
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 45).
L'opera è una libera riproduzione del dipinto intitolato La Virgen y el Niño, con santos Jesuitas, realizzato nel 1595 dallo spagnolo Pedro de Vargas e conservato presso i “Museos Municipales” di La Paz, in Bolivia. Il dipinto originale è considerato uno dei migliori realizzati dall'autore nel suo stile assai personale. Nell'opera di Vargas si nota una forte influenza del gesuita italiano Bernardo Bitti, del quale divenne stretto collaboratore ed amico. Nella riproduzione qui presentata sono stati mantenuti la struttura generale e il cromatismo del dipinto originale, mentre i tessuti e le aureole sono stati arricchiti con le eleganti decorazioni dorate.
MADONNA DI GUADALUPE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 47).
L'immagine è una riproduzione della Madonna apparsa miracolosamente sul mantello dell'indio messicano Juan Diego, santificato qualche anno fa da papa Giovanni Paolo II. La devozione per la Virgen de Guadalupe, dal Messico si diffuse in tutta l'America, e in Cuzco, ancora oggi, si producono numerose immagini di questo tipo, destinate all'esportazione. L'iconografia di questa Vergine deriva da quella della Madonna dell'Apocalisse, di cui conserva l'angioletto che la sostiene, i raggi di luce che la circondano e la Luna dalle punte rivolte verso l'alto. Maria si trova in una mandorla che si apre tra le nuvole, e il suo volto è quello di una donna india dalla pelle scura. L'abito che indossa è quello tradizionale mariano, con una tunica rosa e un mantello azzurro.
DIVINA PASTORA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata G. S. e M. M. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 48).
Il dipinto è un'interpretazione assai libera dell'opera intitolata La Divina Pastora, realizzata nel secolo XVIII da Manuel Samaniego e conservata nel Museo della Banca Centrale di Quito, in Ecuador. L'iconografia però, introdotta con poche varianti dagli spagnoli, probabilmente deriva dalla versione di Murillo, o da quella più conosciuta del suo seguace Alonso Miguel de Tobar. Il disegno di quest'opera è una rivisitazione dell'originale, di cui ha mantenuto in modo approssimativo la posizione della Madonna e delle pecorelle. Il dipinto rappresenta la Madonna seduta all'aperto, mentre è circondata dalle pecorelle che le porgono delle rose. A differenza dell'originale, in questo dipinto Maria indossa una casacca di pelliccia di pecora, che evidenzia la sua mansione di pastora. Ai suoi piedi, in un cartiglio le si chiede di pregare per “le nostre anime”. Dietro di lei, si svolge una scenetta interessante: delle pecore pascolano nel prato, mentre un lupo sta rincorrendone una, ma tra le nuvole del cielo compare l'arcangelo san Michele, che con un fulmine colpisce il lupo. La scena fa riferimento al lupo come il diavolo e alle pecorelle come le anime dei fedeli cristiani, che sono difesi da san Michele.
MADONNA DI POMATA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata G. B. C., Bergamo. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 50).
Il dipinto è liberamente ispirato all'opera intitolata Nuestra Señora de Pomata (Nostra Signora di Pomata), dipinta nel secolo XVII da José de Arce, della Scuola di Titicaca, e conservata in una collazione privata di La Paz, in Bolivia. Questa immagine, una delle più venerate in America, è una versione della Madonna del Rosario, dove Maria indossa una lunga veste con una cintura alla vita e colletto e polsini di pizzo, mentre sulle spalle è coperta da un ampio mantello che le conferisce la forma triangolare. Con la mano sinistra sorregge Gesù Bambino e sostiene un rosario, e con la destra impugna un ramo di fiori. Le corone della Madonna e di Gesù Bambino sono singolarmente adornate con piume colorate, che sono donate per devozione dai fedeli di etnia indigena e servono per indicare l'origine di questa Madonna “meticcia”.
MADONNA DELLA CANDELORA DELLE PIUME
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata G. B. C., Bergamo. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 52).
Il dipinto è un'interpretazione dell'opera intitolata Virgen de la Candelaria de las Plumas (Madonna della Candelora delle Piume), di cui una versione è stata eseguita verso la fine del XVII secolo da un pittore anonimo (attribuito da alcuni a Marcos Zapata), ora conservato nel “Museo Casa Garcilaso”, in Cuzco. Questa versione della Madonna della Candelora è particolarmente interessante per la presenza della tunica di piume variopinte, allo stesso modo delle principesse incaiche, che indossavano abiti confezionati con i piumaggi di uccelli rari. Oggi giorno, l'abitudine d'indossare simili capi di vestiario permane nell'ambito dei gruppi folcloristici di danza o di musica che si esibiscono nelle feste religiose, i quali sono particolarmente devoti alla Madonna della Candelora.
MADONNA DELLA MERCEDE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 30 x 40. Collezione privata. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 53).
L'immagine è una riproduzione della Virgen de la Merded, che si venera in Cuzco e deriva dalla Madonna Pellegrina di Quito. Le numerose riproduzioni di questa Madonna, risalenti a varie epoche e conservate nei musei e nelle chiese della regione, mostrano la grande venerazione di cui è stata oggetto, sia tra i missionari che le erano devoti, sia tra gli schiavi liberati da costoro. In questo dipinto, la Madonna ha una sagoma prevalentemente triangolare, sormontata dalle forme arrotondate dei caratteristici cappelli rossi decorati con piumaggio vistoso, che lei e Gesù Bambino indossano. Maria è in piedi su un cuscino, come segno di regalità e rispetto, mentre con la mano destra sorregge il Bimbo, e con la sinistra sostiene un ramo di giglio, simbolo della purezza, oltre ad un paio di manette con catena, che ricordano gli schiavi liberati, e uno scapolare con lo stemma dell'Ordine Mercedario, lo stesso che porta sul petto.