Il Sito
Il Sito baroccoandino.com vuole essere un modo per presentare questa straordinaria forma d’arte che, nonostante il “debito” artistico con il Manierismo dell’Italia tardo-rinascimentale, non è ancora adeguatamente conosciuta ed apprezzata presso il pubblico italiano.
Il sito è stato realizzato da Simone Cavadini, è mantenuto ed aggiornato da Elia Maracani ed è curato da Riccardo Scotti.
Il Libro
Richiedendolo sul sito della Casa Editrice Ananke di Torino (www.ananke-edizioni.com), o presso le librerie, è disponibile il volume di Riccardo Scotti intitolato
BAROCCO ANDINOArcangeli guerrieri,
madonne e dee,
santi meticci
con la presentazione di Massimo Centini. Il volume misura cm 17 x 24, è costituito da 248 pagine, ha un apparato iconografico di 34 figure in bianco-nero e 66 tavole a colori, e costa € 19,50.
La Musica
La musica barocca presente nel sito web è eseguita da Omar Ponce Valdivia (charango) e Omar Vargas Laucata (chitarra), nati rispettivamente in Puno e Cuzco (Perú), che gentilmente ci hanno autorizzati a pubblicarla come supporto musicale.
Il Patrocinio
Scuola Superiore Autonoma di Belle Arti "Diego Quispe Tito" - CUZCO.IL BAROCCO ANDINO
Dopo la “conquista” dell’America da parte degli europei, al seguito dei missionari, cristiani e dei nobili giunsero nel “Nuovo Continente” anche alcuni artisti, con l’intento di produrre opere per decorare le numerose chiese che si stavano costruendo ovunque e le abitazioni signorili dei governanti. In pochi anni, le molteplici richieste di opere d’arte imposero la necessità di formare in tempi molto brevi alcuni artisti locali. Nacque così in Cuzco (Perú) la più importante scuola di pittura in America, che produsse quadri in grande quantità e numerose opere di rilievo, molte senza firma ed altre realizzate collettivamente. Per ovvi motivi, lo stile europeo raggiunse la colonia peruviana con circa 50 anni di ritardo e, perciò, fino alla metà del sec. XVII, il modello da seguire fu il tardo Rinascimento italiano e poi il Barocco. Le prime opere importanti prodotte in territorio americano, però, furono i dipinti del manierista italiano Bernardo Bitti(dal 1575), un fratello Gesuita. In seguito, Matteo Pérez de Alesio, nato nel Regno di Napoli, allora controllato dalla Spagna, fondò a Lima un “Centro Sperimentale” per ottenere pigmenti equivalenti a quelli europei con nuove ricette. Il terzo artista italiano che operò nel Vicereame fu Angelino Medoro, nato a Roma verso il 1567 e giunto in Perú verso il 1600. I modelli da imitare erano i quadri dei pittori spagnoli Zurbarán e Murillo, e poi di Rembrandt. Diego Quispe Tito (1611-1681), l’artista più famoso di Cuzco, s’ispirò a modelli fiamminghi, introducendo il paesaggio nella pittura peruviana e inserendo le sue figure in vegetazioni irreali, con prospettive distorte. La “Scuola di Cuzco”, nel XVIII secolo influenzò la pittura di tutto il territorio andino (Scuola di Quito in Ecuador, Scuola di Potosí in Bolivia, oltre alle Scuole di Cile, Argentina, Colombia, Venezuela, Panama, Uruguay e Paraguay) e fu la più importante per la qualità e la quantità delle opere prodotte. Poco alla volta, gli artisti di Cuzco si staccarono dai modelli europei e abbandonarono il mondo reale, per inoltrarsi nella fiaba. Così cominciarono a dipingere angeli avvolti in abiti regali e che impugnano armi da fuoco, paesaggi ingenui e infantili privi di prospettiva, decorazioni preziose su tutti gli abiti, raggiere dorate, collane e gioielli sulle Madonne e le sante. Il “Barocco Andino”, chiamato anche “Stile Meticcio”, quindi, fu caratterizzato da un “ringiovanimento” dei temi manieristici, ottenuto con un arcaismo che rispondeva alla mentalità indigena. I missionari Agostiniani, intanto, si dedicarono al compito di confrontare e contrapporle le divinità locali a Cristo, Maria e i santi, per trovare una reciproca identificazione, determinando il consolidarsi di una simbologia ambivalente nelle opere d’arte del mondo andino. In questo modo, allo stesso tempo, si permise il mantenimento e la trasmissione dei miti religiosi originali, determinando la creazione di una precisa iconografia locale. La civiltà indigena, attraverso le opere d’arte prodotte dalla Scuola di Cuzco, col Manierismo e col Barocco riuscì ad inserirsi nello schema occidentale, e attraverso queste espressioni formali sopravvive ancora nel secolo XIX, trascinando con sé gli ideali di una cultura sommersa, che si sono mantenuti vivi fino ai nostri giorni. In genere, quindi, ci troviamo di fronte a miti, desideri e idee americane, espresse con un linguaggio occidentale. Nella città di Cuzco, ancora oggi, alcune botteghe d’Arte continuano a produrre opere pittoriche di bella fattura, riproducendo e interpretando l’iconografia classica del passato. I maestri che conducono i diversi laboratori artistici, guidano gruppi di artisti specializzati in una parte specifica del lavoro, che alla fine porta alla realizzazione di opere collettive e, per questo, raramente firmate. Così, un incaricato prepara le tele su cui si dovrà dipinge, un altro traccia il disegno, poi c’è chi prepara i colori di fondo, le ombreggiature, gli incarnati e le ricche decorazioni dorate, e infine l’opera sarà sottoposta al controllo finale, prima di essere considerata terminata.
VIDEO
Ringraziamo per la concessione Rai 3 nella persona di Paolo Pardini - 20 maggio 2011
Mostra del Barocco Andino a Verdello