Gli Arcangeli Archibugieri (Bolivia)
Gli Arcangeli Archibugieri rappresentano i falconi, che nella cultura incaica sono la personificazione dei defunti che dopo la morte assumono quelle sembianze e proteggono i propri familiari e, per questa ragione, sono considerati i protettori della casa che li ospita. In alcune serie dell’Esercito Celestiale, i pittori s’ispirarono ad un trattato flamenco di archibugieria, nel quale si descrivono i 15 movimenti necessari per la carica degli archibugi. In conformità a quel testo, quindi, la varietà delle pose si prestò alla rappresentazione di altrettanti arcangeli guerrieri. Tutti gli archibugieri illustrano la missione che Dio ha affidato loro in Cielo, e anche gli arcangeli più noti, quindi, sono rappresentanti in quelle vesti, con i propri attributi iconografici classici, solitamente poggiati ai loro piedi. Asiele (Asiel Timor Dei), punta l’archibugio verso l’alto, è considerato il “Messaggero Celeste”; Aspiele (Aspiel Apetus Dei), con l’archibugio rivolto verso il basso; Gabriele (Gabriel Dei, Gabriel Forti Dei), con bandiera in spalla, giglio ai suoi piedi; Adriele (Hadriel Dei, Hadriella Lasio Dei, Adriel), con un archibugio in spalla; Leiele (Laeiel Dei, Laeiel Timor Dei, Eliel, Esriel), pulendo l’archibugio, o caricandolo con l’asta; Letiele (Letiel Dei), mostra l’archibugio con la miccia; Liele (Liel Dei), presentando l’archibugio; Michele (Miguel), con il bastone del comando, o con la lancia; Osiele (Osiel Dei), con elmo e scudo, anche con una spada; Raffaele (Rafael Dei), con alabarda, un pesce ai suoi piedi; Uriele (Uriel Dei) (Esriel Ausilium Dei), premendo il grilletto, o mettendo la polvere da sparo nell’archibugio; Zabriele (Zabriel Dei, Gabriel, secondo altri), sbandieratore; Zadchiele (Zadquiel, Zadkiel, Adriel), riponendo o sguainando la spada, considerato l’Angelo della Morte.

ARCANGELO ARCHIBUGIERE ZECHIELE
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 33 x 40. Collezione privata C. D. S.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 15).
L'opera è stata realizzata in un laboratorio della Bolivia e riporta scritto il nome: Zequiel Dei. L'iconografia di questo arcangelo non è molto diffusa, sebbene s'avvicina a quella degli archibugieri Uriele ed Esriele, che impugnano le armi in posizioni simili. In questo caso, però, la “bocca” dell'archibugio si trova rivolta verso l'alto, mentre l'indice della mano destra sembra in procinto di premere il grilletto, mostrando una condizione più agguerrita dei precedenti. La diversità nelle pose degli arcangeli archibugieri, trae spunto dalle posizioni descritte nei manuali di istruzioni militari, pubblicati nel XVII secolo e diffusi anche nel Vicereame del Perú. Ciò nonostante, alcune volte queste posture variano in modo irrilevante, e tali diversità sono da attribuirsi più alla personale interpretazione pittorica dell'autore, anziché all'intento di riprodurre precisamente una determinata posizione che si assumeva durante le manovre militari.