Le Madonne (Bolivia)

MADONNA MONTAGNA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 50 x 70. Collezione privata R. S.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (tav. 38).L’opera è una libera interpretazione della celebre Virgen Cerro (Madonna Montagna), realizzata nel 1520 da un autore anonimo, e conservata nel ”Museo de la Moneda” di Potosí, in Bolivia. Il tema della Madonna-montagna fu riprodotto in alcuni dipinti che, pur mantenendo l'impostazione formale, differiscono nei dettagli. L’esempio presentato, è stato realizzato prendendo spunto dalla versione originale su cui si sono inseriti elementi iconografici della copia realizzata da un autore anonimo nel secolo XVIII, ora conservata nel “Museo Nacional de Arte” di La Paz, in Bolivia, oltre che alcuni dettagli innovativi. Le opere come questa, dove la Madonna è identificata palesemente con la Pachamama, sono molto rare. La composizione rappresenta il Cerro Rico (Monte Ricco) di Potosí (Bolivia) in cui sono stati inseriti il volto e le mani spalancate della Vergine Maria. Ai lati del monte si trovano il Sole e la Luna, ed ai suoi piedi una rappresentazione schematica della Terra, tutti elementi importanti della cosmogonia andina. Tra le nubi, nel cielo sopra la montagna, si trovano Dio Padre e Gesù Cristo benedicenti, oltre allo Spirito Santo che irradia luce, e due angeli. Sopra il capo della Madonna-Montagna è collocata una corona dorata. Tra le persone inginocchiate ai suoi piedi si notano il papa Paolo III e il re di Spagna, Carlos V. Dietro al papa c’è un cardinale, mentre dietro al re c’è un capo indigeno, probabilmente il committente dell’opera. Sulla montagna, in lontananza, c’è l’Inca che si trattiene con della gente, tra cui uno spagnolo, e lungo il fitto reticolo di sentieri che la percorrono vi sono varie scene di vita.

MADONNA DEL ROSARIO
Dipinto ad olio su tela del XXI secolo. Scuola Boliviana. Collezione Privata.Il dipinto proviene dalla Bolivia ed è stato eseguito da un pittore contemporaneo che si firma “Reynolds”. La figura della Madonna, nelle vesti di una giovane donna, si presenta mentre porta in braccio Gesù Bambino e si erge su di una Luna rappresentata come una “ falce” dalle due sottili punte rivolte verso l’alto. Con le mani sorregge un rosario rosso, che termina in un crocefisso, anch’esso rosso. Maria, indossa una veste color nocciola, dal colletto e polsini di pizzo, una cintura azzurra stretta sulla vita e un vaporoso mantello rosato, mentre Gesù Bambino indossa una veste viola con bordi di pizzo. Tutte le stoffe sono riccamente decorate con motivi ornamentali in oro e in rilievo, com’è caratteristico nella maniera di dipingere delle scuole Andine. Entrambi, portano sulla testa una corona reale, e da dietro il capo della Madonna si origina un alone di luce che si espande verso l’esterno con raggi ondulati. Gesù Bambino, con la sinistra sostiene una sfera blu ornata con una croce, simbolo del Mondo, e con la destra si rivolge ai fedeli benedicendo, allo stesso modo di sua Madre. Gli abiti della Madonna sono completati con tre grandi fiocchi, uno rosso centrale e due blu sui lati, uniti tra loro con dei festoni puntinati. La forma triangolare della figura, fa riferimento alla tradizione culturale e religiosa delle popolazioni andine, che hanno identificato la Madonna con la Montagna, simbolo della Madre Terra (Pacha Mama), una divinità molto venerata nell’ambito della religione locale, che ha mantenuto la sua importanza anche dopo la colonizzazione europea e la conversione al Cristianesimo.

MADONNA BAMBINA CHE FILA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 46,5 x 58. Collezione privata S. M. L.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 17).L'opera è stata realizzata in un laboratorio boliviano, e riproduce un'immagine di Maria bambina piuttosto inusuale. L’iconografia della Madonna che fila è diffusa nell’arte bizantina, mentre è rara in Occidente. Vi sono due interpretazioni: nella prima la Madonna fila il velo del Tempio, mentre nella seconda, allegorica, la Madonna “fila” (costruisce, determina) le due nature di Cristo (umana e divina). In ambito andino, questa particolare iconografia è stata facilmente recepita, poiché rappresenta una delle attività cui si dedica la maggioranza delle persone, donne e uomini. La Madonna è rappresentata come una ragazza adolescente che indossa degli abiti eleganti ed elaborati e porta dei vistosi orecchini e una corona imperiale sul capo, elementi che contrastano con i leggeri sandali che calza e che gli lasciano scoperti i piedi. Maria si trova seduta su una sedia all'aperto, ed è intenta a filare della lana grezza, raccolta su una bacchetta che sostiene con la mano sinistra.

MADONNA IMMACOLATA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 15 x 20. Collezione privata C. R. G. S.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 18).L'opera è stata eseguita in un laboratorio boliviano, e rappresenta la figura della Madonna, nelle vesti di una giovane donna, con le mani giunte in atteggiamento di preghiera, e posta in piedi, mentre poggia sul Mondo e su di una Luna rappresentata come una “falce” dalle due sottili punte rivolte verso l’alto. Maria, indossa una veste bianca fermata in vita da una cintura e un vaporoso mantello che le conferisce una forma triangolare. I lobi delle orecchie sono ornati con due vistosi orecchini, mentre al collo porta un filo di perle. Da dietro la testa si sprigionano dei raggi di luce che penetrano tra le nubi in un cupo cielo che sovrasta un paesaggio montagnoso, dove spiccano una palma, alla sua destra, e un cipresso, sul lato opposto. Nella devozione della popolazione andina, questa Madonna è detta affettuosamente La Linda (La Bella), ed è invocata per avere una prole numerosa.

MADONNA DI COPACABANA
Primi anni del secolo XXI, olio su tela, cm 32,5 x 38. Collezione privata A. M.. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 23).Il dipinto, realizzato in un laboratorio boliviano, riproduce la versione dipinta della Madonna di Copacabana, che prende il nome dalla località omonima situata sulle rive del Lago Titicaca, nel territorio del dipartimento di La Paz. La Madonna di Copacabana è molto diffusa tra le popolazioni andine, che la venerano anche con altri nomi e dediche. La sua fama è dovuta ai numerosi miracoli che le sono attribuiti, tra cui anche il salvataggio di un gruppo di minatori indigeni che stavano lavorando nelle miniere del “Cerro Rico”, in Potosí. L'iconografia originale di questa effige è strettamente connessa con l'immagine della Madonna-montagna ma, a differenza di quella di Potosí, che la vede “immersa” nel monte, in questo caso Maria mantiene l'aspetto triangolare che evoca le cime montagnose, come rappresentazione della Madre Terra.

MADONNA DEL LATTE
Primi anni del secolo XXI, vernici su lastra di metallo, cm 16 x 21,3. Collezione privata G. B. C., Bergamo. Pubblicato in BAROCCO ANDINO Arcangeli guerrieri, Madonne e dee, santi meticci (fig. 21).Il dipinto è stato prodotto in un laboratorio boliviano, e riproduce in modo ingenuo e libero la famosa opera intitolata Virgen de la Leche, realizzata nel XVIII secolo dal Maestro boliviano Melchor Pérez de Holguin, ora conservata nel “Museo Nacional de Arte” di La Paz, in Bolivia. Nell’opera originale, una delle ultime dipinte da Peréz de Holguin, sono evidenti gli influssi delle dolci Madonne di Murillo, oltre a quelli della Scuola di Cuzco. Nella lastrina qui presentata l’impostazione del disegno è stata mantenuta, con il tenero gesto della Madonna che offre il seno a Gesù Bambino, il quale volge lo sguardo allo spettatore. A differenza dell’originale, però, Gesù Bambino è avvolto in fasce, e mancano i due angioletti che sostengono un arco di fiori.