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LE SCUOLE DI PITTURA BOLIVIANE

Tra il 1630 e il 1640, con l'arrivo nel Vicereame di numerose opere di Zurbar�n e, soprattutto, delle grandi raccolte di stampe appositamente commissionate dalla Corona spagnola a varie botteghe fiamminghe, il Barocco comparve anche nel territorio di Charcas, l'attuale Bolivia, che gli spagnoli denominarono "Alto Perù". L'influenza di Zurbaràn, in particolare, fu essenziale nella formazione della Scuola di Potosì, che più tardi si trasformò in un centro artistico importante, molto legato al gusto spagnolo. In quell'epoca la città mineraria di Potosì era il centro urbano più grande d'America, la cui popolazione raggiungeva i 160.000 abitanti, per la maggior parte spagnoli. Nella Scuola di Potosì, si formò il pittore barocco più importante del Vicereame, Melchor Pérez de Holguìn (1660?-1732?), che cominciò la sua produzione artistica verso il 1680, creando uno stile molto personale basato sulla tematica dei "Santi Asceti". Questa Scuola, vicina al gusto pittorico in voga tra gli spagnoli, era molto diversa dalle altre Scuole importanti del Vicereame, come quelle del Cuzco o del Collao, che comprendeva La Paz e i villaggi delle alture sulle rive del Lago Titicaca, le quali mantenevano un'estetica idealizzata e proveniente dal Manierismo. Fu in quel momento che gli artisti indigeni e meticci si fecero sempre più numerosi e la pittura cominciò ad assumere una propria identità e ad allontanarsi dai modelli europei. Cuzco, che diede origine al ricchissimo decorato in oro, e il Collao, dove nacquero le "Serie Angeliche", furono i centri di questa nuova tendenza, e i dipinti più apprezzati furono quelli privi di prospettiva, con scene variate ed aneddotiche e personaggi dalla bellezza convenzionale. Nella Scuola del Collao, quindi, si manifesta per la prima volta l'originalità della nuova iconografia andina, che si esprime in grandi composizioni pittoriche, nelle quali si dà enfasi alla narrazione e alla rappresentazione di abiti lussuosi e gioielli sfarzosi.